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Cambiamento Posturale ed Eliminazione del Dolore Istantaneo Dopo una semplice…

Carissimi, oggi faccio un post più personale. Per la prima volta sono riuscito a trovare e correggere una disfunzione difficile, quella del solletico. Il Dr Palomar mi ha inseganto questa tecniche che mai avrei pensato di mettere in pratica e invece… Vi descrivo come ho fatto.

Il paziente si presenta con dolore alla schiena cronico che peggiora quando si siede o si alza. A livello di tonicità presenta diverse disfunzioni ma posturalmente ha la tendenza ad allargare le spalle indietro alzando lo stomaco, cosa piuttosto inusuale. Gli addominali generali testano facilitati ma non appena lo metto in posizione per testare la seconda divisione, pum! Tutti i flessori si inibiscono: BINGO!

Lo stiomolo per la disfunzione del solletico è appunto solleticare la zona interessata, e tale stimolo facilita ogni inibizione indotta dalla posizione. In realtà più punti presentano questa disfunzione. Risettati tutti, in meno di 30 secondi, il paziente si alza senza dolore, il gait è molto migliorato e la posizione non induce alcuna inibizione. La postura è quasi bilanciata (ci ha dovuto lavorare ancora un 10 minuti per bilanciarla completamente).

Mi stupisce sempre come una cosa da 30 secondi fatta bene valga più di ore di sudore e dolore. P-DTR mi permette di fare tutto ciò con una velocità e naturalezza impressionanti.

Per chi fosse interessato a postare esperienze personali, pensieri e quant’altro basta mandarmi una mail con l’articolo così ve lo metto sul blog.

Saluti

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I 5 errori che annullano la validità dei tuoi test muscolari

Sono diversi anni che utilizzo il test muscolare manuale come strumento diagnostico. Ho visto poche persone essere in grado di ottenere dati oggettivi e molte utilizzarlo molto superficialmente più come strategia di marketing che diagnostica. Entrambi si consideravano kinesiologi ma i risultati erano completamente diversi.

Pensare di poter effettuare un’analisi kinesiologica profonda in 5 minuti è follia a meno che non si disponga di una capacità osservativa fuori dal normale. Troppi assumono che ci si trovi in una particolare situazione senza testare. La cosa potrebbe essere vera se non ci fosse un piccolo particolare: quello che dice il paziente. Avere uno psoas o entrambi deboli raramente ha a che fare con problemi ai reni o fixations occipitali, eppure sono tanti ad assumere tutto ciò.

Più o meno lo schema mentale classico è il seguente:

  1. Il muscolo è debole
  2. Terapia Locale (TL) sul riflesso specifico del muscolo o su una vertebra rafforza
  3. Aggiusto la vertebra o stimolo il riflesso
  4. Ritesto il muscolo
  5. Adesso è forte: Ho fattto un’ottimo lavoro!

La realtà? Controllate bene se quello psoas non è diventato ipertonico nel frattempo e vi stupirete di quanti test “forti” risulteranno dall’aver provocato uno stato ipertonico, non normotonico. Fra l’altro questa situazione è molto comune in tutti gli individui con problemi ai surreni ma non significa che tutti i problemi ai surreni provochino ipertonia. Una cosa che prima Wally Schmitt poi Josè Palomar mi hanno insegnato è che la nocicezione è lo stimolo più importante nel provocare risposte sistemiche di iper o ipotonia. Nonostante queste informazioni siano state diffuse da anni, raramente ho visto esperti del settore mettere in pratica tali concetti.

E se non lo si fa quali sono le conseguenze? Tutto ciò che trovate di positivo è un falso. Il cervello è così bombardato che reagisce ai vostri stimoli senza indicarvi quale sia il problema reale. In altre parole, molto rumore per nulla.

Ho avuto la possibilità di testare diversi pazienti subito dopo esser stati trattati da esperti del settore e la maggioranza si trovava in uno stato sistemico ipo o iper-tonico. Capisco allora quando le persone dicono che l’AK non funziona.

Come possiamo fare per evitare che accada tutto questo? Avendo il coraggio di ammettere le nostre mancanze, condividendo le difficoltà che troviamo in determinate situazioni, studiando e mettendo in pratica. Farsi belli di fronte a tutti quando in realtà non è così porta solo al disastro della professione. E visto che nel test muscolare ci credo profondamente ho deciso di condividere quelli che sono gli errori più comuni osservati in questi anni:

  1. Assumere che un muscolo forte sia normo-tonico senza controllare che sia iper-tonicoEsistono molti modi per controllare velocemente tutto ciò. Potete usare i punti di sedazione specifici per il muscolo, potete inibire lo spindle cell, potete testare riflessi come Tonic Labyrinthyan Relfexes, o Flexor Withdrawl o Deep Tendon Reflex, oppure potete overstimolare il VRP dell’organo specifico. In Europa và di moda parlare del KI27 come punto per controllare questa cosa, ma è mia esperienza che questo test dia molti falsi negativi o positivi.
  2. Assumere che un muscolo rimanga debole dopo il trattamento per motivi locali senza controllare l’effetto sistemico del trattamento stesso.Se avete cambiato qualcosa il corpo riprogrammerà lo stato di tonicità in base al problema successivo o all’assenza di un problema successivo. Controllate sempre che non siano tutti i muscoli ad essere inibiti nel qual caso un paio di respiri profondi o qualche momento di pausa riportano la tonicità allo stato normale. Ora e solo ora è possibile proseguire con i propri test.
  3. Avere preconcetti mentali sul risultato del test muscolareQuesta è una di quelle cose che si fanno quando si sta imparando; ma kinesiologi esperti che trovano sempre quello che stanno pensando dovrebbero fare un bel passo indietro e capire se questi risultati li avrebbero altre persone che stessero testando le stesse cose su quel paziente. Esistono modi per inibire sistemicamente tutti i muscoli: non avete idea di quante volte sul palco i “maestri” falsino il test per sorprendere la platea. L’ho sperimentato direttamente inibendo persone poi prese come esempio e osservando come il maestro non si accorgesse nemmeno dello stato di ipotonia globale del “paziente”.
  4. Modificare il vettore di spinta quando il risultato non lo si comprendequesto è l’errore più banale da osservare: inconsistenza fra due test consecutivi. Se dovete spingere troppo per trovare la debolezza, fermatevi e controllate le cose di cui abbiamo parlato.
  5. Essere in uno stato di salute pessimoSiete inibiti? Allora tutti i test che fate saranno positivi! Se il vostro stile di vita fa pena, allora anche i risultati dei test lo saranno. Stress emotivi, alimentazione, struttura, ecc… devono essere gestiti perfettamente dai kinesiologi. Se trovate la stessa cosa su 3 pazienti di fila molto probabilmente siete voi ad avere il problema.

L’Applied Kinesiology è uno strumento meraviglioso per ottenere risultati strabilianti in situazioni difficili da gestire per qualsiasi dottore. Essere costanti e aperti al risultato impone di studiare costantemente e definire quello che si vede con la maggior oggettività possibile. Imparare a testare bene i muscoli non significa fare o sapere 4000 cose, ma ripetere 1000 volte 4 cose.

PROPIOCEPTIVE DEEP TENDON REFLEX (P-DTR™): la più grande evoluzione nel mondo neurologico funzionale

https://i1.wp.com/www.matchcollege.com/images/degree_images/31.0505_395.jpgLa tecnologia che voglio introdurre quest’oggi prende il nome di Propioceptive Deep Tendon Reflex (P-DTR™) sviluppata dal Dr Josè Palomar, MD, ORS, DIBAK. Parlo di tecnologia e non tecnica in quanto P-DTR™ ha completamente stravolto il modo in cui si usa il test muscolare manuale (mmT). Il Dr Palomar nasce come chirurgo ortopedico specializzato sulla colonna vertebrale. Se da un lato questo gli permetteva di risolvere casi molto complessi di estremo dolore ed impedimento, dall’altro la maggior parte della giornata la passava ascoltando problemi comuni per i quali sapeva solo prescrivere antinfiammatori, miorilassanti e cortisonici. Questi problemi rappresentavano il 95% della richiesta ed Josè non ha mai accettato il fallimento senza reazione.

Fu così che iniziò a cercare delle risposte. Ben presto gli capitò fra le mani il libro blue che tutti i kinesiologi possiedono, Applied Kinesiology Synospsis. Improvvisamente si aprì un mondo nuovo, dinamico, in cui molti problemi trovavano una risposta logica e riproducibile…il più delle volte. In men che non si dica, Josè imparò a memoria la sinopsi ed iniziò a frequentare i congressi di Applied Kinesiology negli USA. Gli Jedi dell’AK diventarono un modello da seguire per raggiungere quelle capacità che tanto desiderava al fine di curare efficacemente i propri pazienti. Ma dopo tante evoluzioni e scoperte molte erano le domande alle quali non esisteva una risposta sensata, logica e scientifica.

Josè si accorse che tutti i maestri del settore facevano sempre le stesse cose. Ognuno sembrava essersi fermato ad un certo livello senza alcun desiderio di evolvere. Spiegazioni e ricerche di 20 anni prima venivano utilizzate senza alcun interesse nello svilupparle, come tavole sacre. Ma la passione di Josè era troppo profonda per accettare il fallimento. Tutte le volte che un tecnica non funzionava, Josè faceva di tutto per capire il perchè e poco alla volta iniziò a notare qualcosa.

La prima cosa che Josè scoprì furono le Long Kineamic Chains di Mayers applicate a livello neurologico: in meno di 3 secondi Josè riusciva a resettare questa disfunzione propiocettiva una volta per tutte. Le tecniche classiche impiegavano diverse ore, obbligavano a molto lavoro manuale e non garantivano il risultato. Ma come poteva essere possibile?

La doccia è uno dei luoghi più creativi per Josè. Piano piano il numero di docce in casa Palomar si intensificò. Josè realizzò un principio universale: il sistema nervoso controlla tutto; l’input o meglio la ricezione dell’input controlla il sistema nervoso; ogni disfunzione deriva dall’attività alterata di almeno un recettore; ma se un recettore diventa disfunzionale il sistema nervoso attiverà una compensazione rendendo disfunzionale “all’opposto” un’altro recettore, in modo da bilanciare la risposta: questo significa che la disfunzione in quanto tale non è un problema ma due: un recettore primario, ossia il problema, ed uno secondario, ossia la compensazione. Eppure tutte le volte che resettava il recettore primario, la disfunzione rimaneva. L’unico modo per cancellarla definitivamente era intervenire allo stesso momento sui recettori primario e secondario. Tutto ad un tratto si rese conto che la maggior parte delle tecniche tanto faticosamente imparate il più delle volte non eliminavano il problema ma lo rendevano “meno peggio” o come si dice in gergo mandavano il problema in modalità di base. Il resettaggio in quanto tale, inoltre, era estremamente semplice, cosa molto frustrante per persone che facevano delle proprie abilità manuali una motivo di vanto. Analizzeremo nel dettaglio questi principi. Saluti